Diagnosi e gestione delle congiuntiviti allergiche pediatriche

Le congiuntiviti allergiche pediatriche spesso creano problemi

all’allergologo in termini di diagnosi e di gestione. Un esperto francese ha fatto il punto sulle possibili soluzioni.
Jean-Luc Fauquert ha riportato in un articolo i punti salienti relativi alla diagnosi e alla cura delle allergie oculari, che sono emersi da uno studio eseguito, su un’ampia popolazione, dai dipartimenti di oculistica e pediatria dell’Ospedale Universitario di Clermont-Ferrand in Francia.
La congiuntivite acuta stagionale è una malattia frequente e non è particolarmente difficile da diagnosticare e da trattare quando si associa a una rinite, determinando il quadro denominato rinocongiuntivite allergica. Si dovrebbe consultare un oculista quando una congiuntivite si presenta da sola e se si sospetta un’altra forma di congiuntivite come la congiuntivite allergica perenne, la cheratocongiuntivite Vernal e la cheratocongiuntivite atopica.
La cheratocongiuntivite Vernal è una rara malattia cronica dell’occhio caratterizzata da una congiuntivite grave e da una cheratite. La cheratocongiuntivite atopica è una malattia allergica rara che coinvolge anch’essa congiuntiva e cornea e si associa spesso alla dermatite atopica.
Per individuare l’allergene che provoca queste forme di congiuntivite, se le consuete prove non sono conclusive, si può usare un esame denominato test di provocazione dell’allergene congiuntivale. Il tipo principale di congiuntivite allergica non mediata dalle IgE è la blefarocongiuntivite.
È chiamata in questo modo una congiuntivite nella quale l’infiammazione è localizzata, in particolare, alla congiuntiva della palpebra. Il problema principale, che si incontra nel distinguere un tipo di congiuntivite dall’altra, è quello di individuare sintomi e segni indicativi di secchezza dell’occhio.
Per la gestione di queste malattie si ricorre a terapie non farmacologiche, come le lacrime artificiali, e a misure di prevenzione dal contatto con gli allergeni e di protezione della superficie dell’occhio.
Come approcci di seconda linea, si usano colliri preferibilmente in dose singola o senza additivi, che abbiano i seguenti due effetti: stabilizzazione dei mastociti, per ridurre la liberazione di mediatori dell’infiammazione, e azione antistaminica.
I trattamenti di terza linea sono riservati alle forme più gravi. Cure con corticosteroidi somministrati localmente possono controllare le riacutizzazioni della cheratocongiuntivite allergica, che necessita di protocolli di controllo dedicati. La ciclosporina è una terapia modificante la malattia che è efficace e ben tollerata.


Fonte: Diagnosing and managing allergic conjunctivitis in childhood: the allergist's perspective; Pediatric Allergy & Immunology, 2019 Feb 11.